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Relazione tra farmaci antiepilettici e tentativo di suicidio in pazienti con disturbo bipolare


Il 31 gennaio 2008, la Food and Drug Administration ( FDA ) ha richiamato l’attenzione sull’aumentato rischio di pensieri suicidari e comportamenti suicidari in relazione all’utilizzo di farmaci antiepilettici.

Il 10 luglio dello stesso anno, un Comitato scientifico dell’FDA è giunto alla conclusione che in effetti esiste un’associazione positiva significativa tra farmaci antiepilettici e suicidalità, ma ha votato contro l’apposizione di un black box warning per suicidalità.

I Ricercatori della University of Illinois di Chicago ( Stati Uniti ) hanno condotto uno studio farmaco-epidemiologico per determinare se i farmaci antiepilettici aumentassero il rischio di tentativi di suicidio in pazienti con disturbo bipolare.

I tassi di tentativo di suicidio sono stati confrontati, prima e dopo il trattamento farmacologico, con quelli di un gruppo di controllo non sottoposto a trattamento.

È stato utilizzato il database PharMetrics per studiare la relazione tra gli 11 farmaci antiepilettici identificati negli avvertimenti dell’FDA e il Litio, con i tentativi di suicidio che costituivano anche la principale misura di esito dello studio che ha interessato una coorte di 47.918 pazienti con disturbo bipolare.

In generale, non sono state osservate differenze significative nei tassi di tentativi di suicidio per i pazienti trattati con un farmaco antiepilettico ( 13 per 1000 persone-anno ) rispetto a quelli non-trattati con uno di questi farmaci o con Litio ( 13 per 1000 persone-anno ).

Nei pazienti trattati con un farmaco antiepilettico, il tasso di tentativi di suicidio è risultato significativamente più alto prima del trattamento ( 72 per 1000 persone-anno ) che dopo ( 13 per 1000 persone-anno ).

Nelle persone che non avevano assunto in modo contemporaneo una terapia con un antidepressivo, un altro farmaco antiepilettico o un antipsicotico, i farmaci antiepilettici hanno mostrato una significativa azione protettiva rispetto all’assenza di terapia farmacologica ( 3 per 1000 vs 15 per 1000 persone-anno ).

In conclusione, nonostante il rapporto dell’FDA sull’aumento del rischio di suicidalità associato a trattamento con farmaci antiepilettici, questo studio mette in luce che gli antiepilettici, considerati come classe, non causano un aumento del rischio di tentativi di suicidio nei pazienti con disturbo bipolare rispetto ai pazienti non-trattati con un antiepilettico o con Litio.
L’uso di farmaci antiepilettici riduce i tassi di tentativo di suicidio sia rispetto ai pazienti non sottoposti a trattamento con qualunque farmaco psicotropico, sia rispetto ai tassi osservati prima del trattamento. ( Xagena2009 )

Gibbons RD et al, Arch Gen Psychiatry 2009; 66:1354-1360


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